L'Eone Adeano

Vai indietro nel tempo… in un periodo da 4,6 a 4 miliardi di anni fa. Per noi che siamo abituati a una scala temporale molto limitata, è estremamente difficile immaginare queste enormi estensioni del tempo. L’Eone Adeano (da Ade, dio degli inferi) è il più antico periodo geologico della storia della Terra. 

Eone Adeano
Ricostruzione della superficie terrestre nell'eone Adeano 

Questo intervallo di tempo è caratterizzato da rocce sedimentarie alterate, con cristalli di zircone estremamente antichi di 4,4 miliardi di anni fa. 

Zircone
Cristallo di zircone al microscopio ottico 

Le rocce di età adeana sono estremamente rare, a causa della continua attività tettonica ed erosiva sul pianeta, e affioramenti di questo periodo sono stati identificati esclusivamente in Groenlandia occidentale, datati a 3,8 miliardi di anni fa, in Canada nordoccidentale e in Australia occidentale. Questo è quello che viene definito “tempo profondo” e ci ricorda che il pianeta Terra ha una storia lunga e complessa, piena di segreti non ancora scoperti. E ci insegna che noi umani non siamo gli esseri più importanti del pianeta (quello lo insegnano le religioni), ma siamo un insignificante granello di polvere nell'immenso tessuto dello spazio-tempo. 



Il pangolino: animaletto corazzato

 Uè! Cari amici amanti della biodiversità e difensori degli animaletti buffi. Oggi ci tuffiamo nel mondo di un cavaliere corazzato, l’eroe schivo della classe dei mammiferi. 

Pangolino

Il pangolino, con la sua armatura di squame e il suo sguardo timido, potrebbe sembrare uscito da un libro fantasy. Ma non lasciatevi ingannare, questo piccolo mammifero è più fragile di quanto appaia e sta combattendo una battaglia per la sopravvivenza. Fino al 2020 la maggior parte delle persone non sapevano nemmeno che cacchio fosse un pangolino, poi, di colpo, i TG di tutto il mondo ne parlarono come del possibile vettore che aveva permesso il salto di specie del virus responsabile della pandemia di CoViD-19. Il pangolino e una specie di pipistrello cinese furono i principali indiziati. Eppure ci sono ragioni più affascinanti  per approfondire la conoscenza di questo animaletto buffo. 

Alcune specie di pangolini, come il pangolino gigante (Manis gigantea) e il pangolino di Temminck (Manis temminckii), vivono prevalentemente al suolo nelle foreste e nelle savane africane. 

Altre specie abitano le zone tropicali dell’Asia meridionale e del Sudest asiatico. Ad esempio, il pangolino delle Filippine (Manis culionensis) è noto per le sue scaglie più piccole e la coda più corta. 

Esistono 8 specie di pangolini, e tutti sono minacciati di estinzione. 

Più di un milione di pangolini sono stati trafugati negli ultimi decenni per il commercio illegale. E vai! Noi sapiens non ci smentiamo mai. Cogliamo ogni occasione per dimostrare di essere delle teste di ca##o! 

A differenza dei supereroi, i pangolini non hanno superpoteri per difendersi, solo le loro squame, che sono fatte di cheratina, la stessa sostanza delle nostre unghie, e contro i bracconieri non hanno alcuna protezione. E badate che non sono solo i Paesi asiatici a favorire queste pratiche illegali. Anche in Europa è piuttosto florido il commercio di parti di questo animale le cui squame e la cui carne sono considerate taumaturgiche e per questo utilizzate come ingrediente per medicinali fai-da-te, la cui valenza non ha alcunché di scientifico, al pari di ossa di tigre, bile d’orso e cavallucci marini. 

Nel solo 2018 nel continente europeo sono stati certificati circa mille sequestri di questo genere di prodotti per un totale di oltre 7 tonnellate suddivise in circa 300 mila dosi o unità. 

Il bracconaggio e il commercio illegale di squame e carne sono i principali nemici del pangolino, ma io aggiungerei anche la stupidità umana. Perché se pensi che assumere polvere di squame di pangolino ti faccia funzionare meglio l'uccello o ti guarisca da qualche malattia, allora sei proprio un idiota! 

La ricerca scientifica e la conservazione sono le armi che possono aiutarci a difendere questi preziosi animali. 

La nostra missione è SENSIBILIZZARE il pubblico e COMBATTERE il commercio illegale di animali selvatici.

Dobbiamo alzare la voce per questi piccoli guerrieri. Non sono solo una curiosità naturale, ma una preziosa risorsa di biodiversità.

In conclusione, il pangolino non ha bisogno di essere il protagonista di leggende o miti. Ha bisogno di noi, di scienza e di azioni concrete. Quindi, la prossima volta che vedrete l'immagine di un pangolino, ricordate: dietro c’è una storia, una vita, una battaglia che merita di essere raccontata.

Navigare nella conoscenza ci porta a scoprire creature straordinarie come il pangolino. Continuate a esplorare, a imparare e, soprattutto, a proteggere! 





Io sono una moltitudine

 Quando qualcuno parla di sé usando il plurale, solitamente noi pensiamo che stia attribuendosi una grande autorevolezza, infatti chiamiamo questo modo di esprimersi "plurale maiestatis". 

Eppure, se volessimo essere coerenti e logici, ognuno di noi dovrebbe riferirsi a se stesso usando il plurale. Ma non perché ci sentiamo importanti e al di sopra degli altri, ma perché non siamo da soli. 

E sì, perché nessuno di noi è un singolo individuo, un singolo essere vivente. 

E questo non vale soltanto per gli esseri umani, ma per tutti gli animali e le piante su questo pianeta. 

Ognuno è una comunità, una sorta di condominio, che ospita da diverse centinaia a diverse migliaia di specie di microrganismi che chiamiamo microbiota. 


Microbiota intestinale
Microbiota intestinale

E il microbioma? Ok, facciamo chiarezza. 

Microbiota e microbioma sono due termini spesso usati come sinonimi. Ma non lo sono. E' importante capire la profonda differenza di significato tra le due parole.

Microbiota si riferisce a una popolazione di microrganismi (batteri, funghi, lieviti, archeobatteri, protozoi e virus) che colonizza un determinato luogo, ad esempio un essere umano. 

Il termine microbioma, invece, indica la totalità del "patrimonio genetico" posseduto dal microbiota, cioè i geni che quest’ultimo è in grado di esprimere. 

Può sembrare banale ma le parole sono importanti e usarle nel modo corretto aiuta a capire e imparare. 

Prossimamente parleremo in modo approfondito del microbiota e del ruolo fondamentale che ha nel mantenimento della vita di ogni organismo vivente complesso, quindi anche della nostra. 

Nel frattempo vi consiglio il libro di Ed Yong "Contengo Moltitudini". 

La comprensione di questo micromondo è fondamentale per la nostra salute e la nostra vita, anche da un punto di vista etico-filosofico. 

Secondo le attuali conoscenze paleoantropologiche, la nostra specie, sapiens, è comparsa sulla Terra circa 300.000 anni fa. Un'inezia in paragone con i batteri che comparvero sul pianeta quasi 4 miliardi di anni fa. Forse faremmo bene a riflettere e considerare di coltivare un po' più di umiltà e modestia. 

Il mistero dell'orgone

 Spesso capita, parlando di alcuni argomenti scientifici, che qualche "libero pensatore" (leggi "analfabeta funzionale"), se ne esca con qualche citazione di qualche scienziato o addirittura premio Nobel, che avrebbe fatto dichiarazioni a sostegno di qualche teoria strampalata, ma che il libero pensatore ritiene una prova inoppugnabile a conferma della validità delle sue credenze bislacche. 

Ma è possibile che uno scienziato, una persona che ha studiato la scienza e che quotidianamente è a contatto con ricerche ed esperimenti, possa cadere nella trappola dei bias cognitivi o peggio, andare proprio fuori di testa e mettersi a promuovere teorie assurde e fantascientifiche? 

Ebbene sì, ed è proprio la storia che sto per raccontarvi, una delle tante. 

14 dicembre 1954, deserto dell’Arizona, Wilhelm Reich sta scrutando il cielo. Sembra una normale giornata come tante ma, all’improvviso, tra le nuvole, Reich scorge un bagliore accecante. Prende il suo Cloudbuster, un aggeggio da lui inventato, e lo punta verso quella che considera un’astronave aliena. Gli alieni rispondono all’attacco, provocandogli diversi danni (o almeno così racconta lui). 

Wilhelm Reich
Wilhelm Reich

 

A un certo punto Reich inizia a pensare che gli alieni abbiano risposto per l’energia del suo arnese. Ed ecco che inizia uno dei suoi ultimi deliri, secondo cui lui stesso sarebbe stato un incrocio tra esseri umani e alieni: “Sono io forse un uomo dello spazio? Non è affatto impossibile che esseri provenienti dallo spazio esterno siano atterrati (o atterreranno in futuro) sulla Terra, e che, quali che possano essere le loro ragioni, abbiano incominciato a riprodursi qui”. 

Reich scrisse la sua teoria circa il rapporto tra UFO ed “energia orgonica” dopo aver letto Flying Saucers from Outer Space (1953) un libro di saggistica di Donald Keyhoe sugli oggetti volanti non identificati. 

FlyingSaucersFromOuterSpace
Flying Saucers From Outer Space

Il presunto scontro energetico nel deserto tra lui e gli extraterrestri si verificò circa tre settimane dopo aver visto "La Guerra dei Mondi" (1953). 

Reich non era un semplice imbroglione, era lievemente psicotico, disturbo che gli fu effettivamente diagnosticato. 

Nato da una ricca famiglia ebrea nel 1897, Wilhelm Reich, dagli anni '30 fino alla sua morte, ha fatto di tutto per cercare di dare credibilità scientifica alle sue teorie e alle sue bizzarre invenzioni. 

Brillante allievo di Freud, inizia prestissimo la sua carriera di medico, entrando fin da giovane nella Società Psicoanalitica di Vienna. 

Nel 1925 la prima pubblicazione: Il carattere pulsionale. 

Nel 1927 Reich si iscrive al Partito Comunista di Germania e pubblica un altro libro: La funzione dell’orgasmo. 

In quegli anni Hitler prendeva il potere. Wilhelm era comunista e pure ebreo, così fuggì in Austria e poi in Scandinavia, prima di rifugiarsi negli U.S.A. nel 1939. 

Reich iniziò a fare ricerche per la cura di diverse malattie, tra cui il cancro. E nell’ambito di queste ricerche, forse a causa dei suoi disturbi mentali, Reich sostenne di aver scoperto un’energia cosmica fino ad allora sconosciuta: l’energia orgonica.

Una sorta di energia di colore blu, che permea tutto lo spazio e che permetterebbe di curare tutta una serie di malattie (tipo il cancro) che attaccherebbero il soggetto proprio in conseguenza del fatto che quell’energia viene a mancare. 

In "American Odissey" Reich scrive che l’orgone è “l’energia cosmica primordiale” e che “Dio è l’orgone cosmico”. Lo squilibrio di questa energia sarebbe, secondo Reich, la causa di disturbi sessuali e malattie varie. Così decide di costruire il famoso "accumulatore orgonico", una specie di scatola a dimensione umana, rivestita di metallo. 

Accumulatore orgonico

Per tentare di dar credito alla sua teoria, Reich scrisse una lettera ad Albert Einstein ed egli acconsentì a incontrarlo un anno dopo, nel 1941. Einstein, si dimostrò interessato alle affermazioni del medico secondo le quali la temperatura della scatola si alzava, anche senza fonti di calore.

Ma i test di Einstein dimostrarono che le uniche differenze di temperatura all’interno e all’esterno della scatola erano dovute alla naturale tendenza dell’aria calda di concentrarsi vicino al soffitto più che vicino al pavimento.

Fu una conversazione delirante di circa quattro ore in cui Reich cercò con tutto sé stesso di dimostrare ad Einstein che il suo "orgonoscopio" permetteva di osservare l’energia orgonica circostante. Einstein lo ignorò, non riconoscendo alcuna scientificità nelle sue scoperte. 

Orgonoscopio


Negli anni '50, la Food and Drug Administration (FDA) iniziò a chiedere allo scienziato di fornire dati e prove delle sue ricerche, ma egli non ne fornì mai. 

Un professore dell’Università dell’Oregon, che aveva comprato un accumulatore, disse all’ispettore di sapere che si trattava di una bufala. Ma trovava la scatola ugualmente utile perché sua moglie vi sedeva dentro tranquilla, per quattro ore al giorno. 

Reich venne arrestato l’11 marzo del 1957 dall’FBI. Morì qualche mese dopo, il 3 novembre. Reich usava la terapia orgonica senza che questa avesse basi scientifiche e fosse effettivamente riconosciuta come terapia. Nonostante ciò, ci sono molti furboni che tutt’oggi costruiscono accumulatori orgonici in tutto il mondo e siti farlocchi di pseudoscienze che promuovono la validità di questa bufala. Senza contare quelli che accalappiano i gonzi creduloni vendendo loro gli oggetti fatti di "orgonite". 

L'orgonite è un'invenzione esoterica e pseudoscientifica costituita da una miscela di metalli e materia a base di carbonio (la "matrice") e che contiene per lo più cristalli o minerali e talvolta altri additivi. 

Trappola per allocchi


L'orgonite è utilizzata nell'ambito della medicina alternativa qualificata come pseudoscienza dalla comunità scientifica. 

Ho fatto un'accurata ricerca per trovare articoli scientifici seri a sostegno di questa fantasiosa teoria. Indovinate quanti ne ho trovati? Nemmeno uno. 

Gli unici siti che promuovono come valide queste teorie sono i siti di pseudoscienze e complottismo. Nessun sito scientifico serio sostiene queste fantasie. 


La teoria dell'orgone è ritenuta inattendibile da tutta la comunità scientifica in quanto incompatibile con le attuali conoscenze scientifiche e priva di conferme sperimentali ed è altresì considerata semplicemente pseudoscienza. 

Pdeudoscienza

Ma non c'è da meravigliarsi, in fondo quante persone credono di potersi curare con l'omeopatia, nonostante la non scientificità di questa pratica? 




La Paleoarte

 Ebbene sì, ho avuto il privilegio di intervistare un bravissimo paleoartista, Davide Bonadonna, che ha illustrato, fra mille altre cose, anche una copertina di National Geographic, mica cazzi!  

National GeographicIntervista

E' stata una piacevole chiacchierata su questa straordinaria arte, i soggetti, le tecniche, la ricerca scientifica. 

Ecco il video dell'intervista

 










Ospitalità

 La natura riserva sorprese perfino su un balcone nel centro città. Ed ecco che in una gelida e ventosa giornata, in pieno inverno, è venuta a rifugiarsi tra le mie piante, una splendida Vanessa atalanta, un lepidottero appartenente alla famiglia Ninfalidi, diffuso nelle zone temperate di Eurasia e Nord America. 

Vanessa atalanta 
Vanessa atalanta


Quando ho avvicinato una mano per sfiorarla, si è agganciata con una zampina e mi si è arrampicata sulla mano e per lungo tempo è rimasta lì. Di volar via non ne voleva sapere (come si vede nel video). 

clicca per vedere il video

L'ho ospitata nel mio studio su una pianta di Pothos (Epipremnum aureum) varietà golden. 


Dopo alcuni giorni il meteo è migliorato e così l'ho lasciata andare per la sua strada. 

Questa specie vive per circa undici mesi e in inverno è anche in grado di cadere in uno stato di ibernazione, da cui si risveglia in primavera. 

Nelle zone dell'Europa meridionale, è comunque in grado di alzarsi in volo anche d'inverno se il tempo è bello. 



Imparare a praticare l'ecologia

Un'invenzione affascinante 

Bici
La mia fantastica bici

Decidere di non utilizzare l'automobile può sembrare una scelta drastica e inutile, se non quasi impossibile, ma la scienza ci dice che non è così. 

Personalmente ho deciso di non possedere affatto un'automobile e di usare, come mezzo di trasporto, la mia vecchia bici. 
Nonostante i suoi quasi 30 anni, è in ottime condizioni, ma aveva bisogno di una revisione, per controllare che tutto funzionasse al meglio. Così mi sono cimentato in un meticoloso lavoro di manutenzione ed ho smontato completamente la bici. 


Bici
La mia bici smontata

Ho controllato, pulito e sistemato ogni singolo componente, fino alle piccole viti e le sferette dei cuscinetti. 

Bici

Questa impresa mi ha dato l'opportunità di capire la complessità e l'ingegno che si nascondono dietro una semplice bicicletta. 





Questa meraviglia della tecnologia è un concentrato di fisica e matematica. 

Una combinazione di apparati  meccanici che assolvono svariate funzioni. 











L'invenzione della bicicletta è da attribuire al barone tedesco Karl von Drais nel 1817. La bici quindi ha compiuto ben 207 anni! 

Il nome scelto dal barone per la sua bici fu Laufmachine  (macchina da corsa) ma molti, in suo onore, la chiamarono draisina o draisienne in francese. 

Draisina

In Italia fece il suo debutto nel 1819. 

La bicicletta può essere considerata la macchina più efficiente dal punto di vista energetico,  oltre 200 volte più efficiente che andare in moto o in auto. 

Nessun altro mezzo riesce a convertire una parte così alta dell’energia consumata, in movimento: secondo alcune stime, in condizioni reali di utilizzo, il 98% dell’energia spesa da chi pedala viene trasformata in spinta in avanti. Valori molto distanti da quelli di un’automobile a combustione interna, che ha un’efficienza che di rado supera il 30% e, per giunta, ottenuti senza inquinare e con un consumo di materiali e risorse molto inferiore. Insomma, in un momento segnato da prezzi dell’energia molto elevati e da livelli di inquinamento crescenti, la bici è un’alternativa eccellente all’auto, soprattutto per le distanze tipiche dei centri urbani. 

Chi va in bici è sia passeggero che motore e fa uno sforzo minimo per rimanere in posizione. I suoi muscoli sono utilizzati solo per la locomozione, in modo molto efficace.

A velocità costante, non c’è quasi nessuna “perdita” di energia cinetica e questa riguarda solo le gambe e interessa solo l’1% dell’energia cinetica totale del ciclista.


Grafico

I dati provengono da Sustainable Transport Public Policy E6-40-04-021 del prof. David Banister della Oxford University School of Geography e riportano i consumi energetici per km, nell' ordine:  bicicletta, camminare, tram o metropolitana leggera, bus, treno elettrificato e diesel, metropolitana (specificamente la Metropolitana di Londra), motocicletta, automobile, aereo, taxi e camion. 

Questa famosissima foto è davvero significativa. 

Einstein

Albert Einstein amava andare in bici e disse: “La vita è come andare in bicicletta: se vuoi stare in equilibrio devi continuare a muoverti.” 

Ferrara è la “città italiana delle biciclette”, dove l'utilizzo di questo mezzo da parte dei cittadini è tra i più alti in Europa: nel 1991 la percentuale di utilizzo era del 30,7% contro il 30% di Copenaghen o il 27,8% dell'Olanda. Nel 2000 un’indagine realizzata da DataBank su un campione rappresentativo ha ribadito che il 30,9% dei ferraresi continua ad utilizzare la bicicletta, ma il popolo dei ciclisti ferraresi è pari a circa l’89,5% dei suoi 135.000 abitanti. 

E le altre città? Come mai non si incentiva l'uso delle bici anche nel resto d'Italia? 
Una città dove si viaggia in bici è una città più pulita, più silenziosa, dove l'aria è meno inquinata e i cittadini sono più sani perché respirano meglio e fanno più attività fisica. 
Un sondaggio effettuato da Ipsos conferma che, in tutti i 28 Paesi (compresa l’Italia) in cui è stato condotto, la bici viene considerata determinante per ridurre le emissioni di CO2 e il traffico. 
Inoltre, una città dove si viaggia prevalentemente in bici è una città più sicura, dove il rischio di essere ammazzati da un idiota in automobile che sfreccia a 80-100 Km/h è sicuramente molto più basso. 

Ma ecco che sento già una vocina gracchiante che urla: "E gli anziani e i disabili come fanno a usare la bici?" 

Ovviamente non tutti possono andare in bici (come non tutti possono guidare l’auto o semplicemente comprarla e mantenerla), ma molti anziani e disabili possono usare la bici, a due o tre ruote, tradizionale o elettrica a pedalata assistita, e spesso possono usarla con più facilità e con meno costi dell’automobile. 
Infatti a pari velocità, in bici si consuma circa un quinto dell’energia che serve per camminare, quindi in pianura andare in bici è più vantaggioso che andare a piedi, mentre la bicicletta elettrica a pedalata assistita consente di superare molti limiti di distanza e dislivello. I tricicli possono anche ovviare a eventuali problemi di equilibrio mentre con borse e portapacchi è possibile caricare diverse decine di kg di materiali (dalla spesa, ai libri, all'occorrente per hobby e svago). 

In molti Paesi del mondo, possedere una bici è quasi un lusso ed è l'unico mezzo di trasporto, oltre ai piedi, che moltissime persone possono permettersi. 
Impariamo a pensare in modo ecologico, per il bene del pianeta, perché di conseguenza ciò si rifletterà positivamente sulla nostra vita e su quella delle generazioni future. 

Lasciate a casa l'auto ogni volta che potete e usate una bici, ne guadagnerete in salute per voi e per il pianeta. 

Bici
La mia fantastica bici con il carrello per trasportare qualsiasi cosa



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Una pianta pericolosa

 

Heracleum mantegazzianum

Panace di Mantegazza (Heracleum mantegazzianum). 

E' una pianta erbacea di grandi dimensioni, con fusti vigorosi cavi, spesso con macchie rosse. Può raggiungere i 2-5 metri di altezza. Le foglie sono profondamente lobate, a 3 o 5 segmenti con divisioni meno profonde, i fiori sono di color bianco o verde-giallastro, organizzati in infiorescenze ombrelliformi che raggiungono 50 cm di diametro mentre i frutti sono lunghi 10–14 mm e larghi 6–8 mm, obovati, bordati da peli irti. La fioritura ha luogo da giugno ad agosto. La si trova nei prati, sulle rive dei fiumi e nei luoghi incolti, sia in pianura, sia a quote più elevate. 

Ad oggi risulta diffusa soprattutto in cinque regioni in Italia: Lombardia, Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta e Veneto.

E' una specie alloctona (è stata importata in Europa alla fine del XIX secolo come pianta ornamentale dal Caucaso). 

La sua pericolosità è legata principalmente alla tossicità cutanea e oculare della sua linfa, che si verifica con la fotoesposizione, e alla capacità di minacciare la biodiversità provocando il deperimento e la distruzione della vegetazione indigena. Per tali motivi è considerata una pianta infestante e fa parte delle cosiddette specie aliene invasive. 

Se toccata può provocare gravi infiammazioni della pelle con estese lesioni bollose che possono lasciare cicatrici permanenti. A volte può essere necessario il ricovero in ospedale. Piccole quantità di linfa negli occhi possono causare cecità temporanea o anche permanente. Queste reazioni sono dovute alla presenza, nelle foglie, nei fiori, nei semi, nel tronco e nella radice di derivati furocumarinici (le furanocumarine, o furocumarine, sono una classe di sostanze organiche naturali prodotte da certe varietà di piante) che sono in grado di penetrare nel nucleo delle cellule epiteliali e legarsi al DNA uccidendo le cellule. 

Se doveste avvistarla NON TOCCATELA! Informate la forestale o i vigili del fuoco, che si occuperanno della rimozione. 

In caso di contatto con la pianta, utilizzare subito acqua e sapone neutro, ma va valutata anche la possibilità di recarsi al pronto soccorso, per farsi prescrivere il trattamento necessario. 


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Si dice Nòbel o Nobèl?

 

Nobel 

Non è un quesito banale, perché molti non lo sanno.
Quasi tutti dicono Nòbel, ma qual è la corretta pronuncia?
Andiamo per ordine.
Perché questo premio si chiama così?
Perché fu istituito, tramite il suo testamento nel 1895, da Alfred Bernhard Nobel, un chimico, imprenditore e filantropo svedese, noto per essere stato l'inventore della dinamite e l'ideatore e fondatore, appunto, del premio Nobel.
E quindi, dato che in svedese si pronuncia Nobèl, questa è la pronuncia corretta, anche secondo l'Accademia della Crusca.
E' vero che quasi tutti, anche in ambito scientifico, dicono Nòbel, ma sbagliano, perché questa non è la pronuncia esatta.
Le categorie premiate sono: pace, letteratura, chimica, medicina, fisica ed economia.
Il Nobel prevede l'assegnazione di una medaglia e una somma di denaro. Dal 2017 è pari 869.000 euro. I premi vengono ancora finanziati grazie agli interessi ottenuti sul capitale donato da Alfred Nobel, all'inizio del secolo scorso.
Non sapevi tutto ciò? Ora lo sai
😉

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Fragile e letale

 Le mantidi sono sicuramente insetti affascinanti, che suscitano in noi sensazioni contrastanti. Osservandole danno l'impressione di essere estremamente fragili e vulnerabili, ma se le guardiamo mentre cacciano altri insetti, allora scopriremo il loro lato terrificante. La mantide è un predatore letale ed efficiente. Usa le zampe anteriori (raptatorie) per catturare e trattenere le prede, iniziando subito a mangiarle mentre sono ancora vive. La natura è affascinante e crudele, ma suscita sempre stupore in chi ama la conoscenza. 

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Non siamo gli esseri più importanti

 

Origini

Noi umani, sapiens, ci consideriamo la forma di vita più importante del pianeta e ci comportiamo di conseguenza, con gli effetti disastrosi che oggi possiamo vedere. In parte la responsabilità di ciò è da attribuire ad alcune frasi che troviamo nella Bibbia e in qualche altro libro, cosiddetto "sacro", e che fanno credere che l'uomo sia il coronamento della creazione, il fulcro stesso dell'esistenza della Terra. Tutto è stato creato in funzione dell'essere umano, il pianeta, la vegetazione, il clima, l'acqua, gli animali, tutto allestito e preparato per accoglierlo e fargli vivere un'esistenza meravigliosa. Peccato che le "prove" che la ricerca scientifica ha recuperato, dimostrino tutt'altra verità.

Il pianeta Terra ha circa 4,6 miliardi di anni e la vita su di esso si è sviluppata abbastanza precocemente. Ma, in definitiva, quando è apparsa la vita sulla Terra? Di preciso non lo sappiamo.

Le prove della più antica presenza della vita nella storia della Terra sono poche a causa della scarsità delle rocce risalenti all'eoarcheano, periodo di tempo compreso fra circa 3,6 e 4 miliardi di anni fa.

Alcune di queste tracce sono state però ritrovate nella formazione di Isua, nella Groenlandia sud-occidentale, e risalgono a 3,7 - 3,8 miliardi di anni fa, in quelle di Akilia, sempre in Groenlandia 3,83 miliardi di anni fa, di Nuvvuagittuq, in Quebec, almeno 3,77 miliardi di anni fa e nella formazione di Saglek Block, nel Labrador settentrionale, in Canada, risalente ad almeno 3,95 miliardi di anni fa. 

In quest'ultima sono stati ritrovati dei microgranuli di grafite che hanno origine organica. La scoperta, fatta da un gruppo di ricercatori dell’Università di Tokyo, è descritta su "Nature" e conferma che le primissime forme di vita sul pianeta risalgono a quasi quattro miliardi di anni fa.

Certo, quelle prime forme di vita erano semplici, cianobatteri, batteri, comunque procarioti, composti da una sola cellula, senza nucleo. Poi, per circa 3.999.700.000 anni, circa, la vita sul pianeta Terra ha prosperato, si è evoluta, ha subito estinzioni di massa, è rifiorita e tutto, pensate un po', senza la presenza di noi sapiens. Sì, perché noi presuntuosi umani moderni, siamo apparsi circa 300.000 anni fa, altro che gli esseri più importanti della Terra. Per oltre 4 miliardi di anni il pianeta e la vita hanno fatto a meno di noi e andavano alla grande. 

Quindi, come vedete, studiare la scienza, capire l'origine della Terra e della vita su di essa, ci rende umili e ci fa comprendere ciò che siamo realmente: una delle numerose forme di vita ospitate su questo meraviglioso fragile pianeta. Non siamo i padroni di niente, non siamo superiori a nessuno degli altri organismi, inquilini del condominio Terra. Non siamo superiori neppure ai virus che tecnicamente non sono considerati nemmeno esseri viventi, ma semplici macchine molecolari, eppure, fin da tempi remoti, essi ci hanno sopraffatto, dimostrandoci la nostra fragilità.

Le religioni (forse non tutte), avendo posto al centro del creato gli umani, ci hanno semplicemente spinto all'arroganza, alla superbia e alla presunzione, invece avrebbero dovuto insegnarci l'umiltà e la modestia. 




Foto di gruppo

Gufi
Io e alcuni mie modelli didattici

Foto di gruppo insieme a Pinuccio l'allocco degli Urali, Edvige il gufo delle nevi, Arnolfo l'assiolo e Betta la civetta. 

Avere questi modelli mi aiuta moltissimo nella divulgazione, ma costruirli non è uno scherzo, non è affatto semplice, non è un lavoro per chiunque. Sono richieste competenze e capacità particolari, altrimenti i risultati saranno molto deludenti. 





Incontri rari e preziosi

 

Rhamnusium graecum italicum

Rhamnusium graecum ssp. italicum (G.Müller, 1966) è un coleottero della famiglia Cerambycidae. E' una specie rara e fragile, infatti si trova nella lista rossa dello IUCN - In Pericolo Critico (CR).  

IUCN

A volte il caso ci gratifica con incontri fortuiti e rari. Posso ritenermi privilegiato perché è proprio quello che è capitato a me nel 2007. Ebbi la fortuna, durante un'escursione in campagna, di fotografarne addirittura una coppia, in una località di Rende (CS). 

Ho cercato a lungo sul web delle immagini di questa specie, ma non ho trovato granché, tranne un paio di foto, su un forum di entomologia, di esemplari allevati da entomologi. Le mie foto sono un prezioso documento scientifico perché mostrano esemplari selvatici in natura, di entrambi i sessi e addirittura in accoppiamento. 

Il dimorfismo sessuale è marcato in questa sottospecie. La femmina è di colore nero-blu, mentre il maschio è rosso vermiglio. Questa particolarità è rimasta sconosciuta fino al 1999, perché l'aspetto dei maschi era ignoto, come leggiamo nei Quaderni di Studi Naturalistici della Romagna, ll, suppl.: 41-56, maggio 1999 ISSN 1123-678, dell'entomologo Gianfranco Sama, uno dei massimi esperti di cerambycidae: 

Quaderni di Studi Naturalistici

AGGIUNTE E CORREZIONI ALLA FAUNA DEI CERAMBYCIDAE D'ITALIA

"... viene brevemente descritto il maschio, finora ignoto, di Rhamnusium graecum italicum, specie ritrovata in alcune località della Basilicata". 

Dal 2007, grazie alle mie foto, abbiamo la prova scientifica che questo cerambycidae è presente anche in Calabria nella provincia di Cosenza. 

L'entomologo Gianfranco Sama scrive ancora: 

"La biologia di Rhamnusium graecum italicum è analoga a quella di R. bicolor; la larva si sviluppa nelle parti cariate di piante viventi. Lo sviluppo larvale richiede un tempo variabile da due a cinque anni (tre esemplari sono sfarfallati contemporaneamente nell'aprile 1991 da larve raccolte nell'aprile 1986). Per quanto ho potuto osservare nei miei allevamenti, le larve mature trascorrono l'ultimo inverno in celletta, dove si impupano in febbraio o marzo; gli sfarfallamenti cominciano ad aprile. In natura ho rinvenuto un solo esemplare vivente, una femmina, in maggio; una seconda femmina, morta da tempo, era sotto corteccia di Populus verso la metà di giugno". 

E' importante preservare gli habitat di queste specie rare. Dobbiamo proteggere la biodiversità. Ricordiamoci che non siamo i padroni del pianeta, ma solo coinquilini con tutte le altre specie. 

La Terra continuerà a vivere e prosperare benissimo senza di noi, ma noi non possiamo sopravvivere senza la natura. Quando capiremo questo, avremo risolto il 60% dei problemi dell'umanità. 




Semplici incomprensioni

Il metodo scientifico

 Secondo Aristotele (IV sec. a. C.), la Terra era il centro dell'universo, il Sole orbitava attorno ad essa e i corpi celesti, come la Luna ad esempio, erano perfettamente sferici e con una superficie perfettamente liscia e levigata, un po' come una palla da biliardo. Queste idee furono considerate come verità scientifiche per secoli, finché un bel giorno, anzi, una notte, un curiosone di nome Galileo Galilei (1564-1642), si accinse a guardare il cielo attraverso l'oculare di uno strano aggeggio, inventato dagli olandesi, ma che lui aveva perfezionato e reso più efficiente, un "cannone con occhiale" come lo definì egli stesso.

Ciò che Galileo osservò possiamo vederlo nel suo libro, pubblicato il 12 marzo del 1610, il "Sidereus nuncius".

I disegni sono stati fatti da Galileo in persona.

Aristotele si sbagliava, perché basava le sue idee esclusivamente su un metodo deduttivo in cui mancava la sperimentazione, che è in grado di dimostrare se c’è un errore nelle premesse.

Il vero "metodo scientifico", fu elaborato nella forma più completa e moderna proprio da Galileo.

Nonostante ciò, il potere dominante all'epoca, cioè la religione cattolica, la Chiesa, si arrogò il diritto di decidere che Aristotele era il detentore della verità assoluta e costrinse Galileo a ritrattare le idee derivanti dalle sue osservazioni, minacciando di bruciarlo sul rogo, come aveva fatto con Giordano Bruno. 

Qualche anno dopo, 31 ottobre 1992 papa Giovanni Paolo II, riconobbe che "probabilmente tra Galileo e la Chiesa ci furono delle incomprensioni".

Già. Cose che capitano… 



L'anniversario di Lucy

 Il 24 novembre 1974 ci fu un ritrovamento che segnò una svolta nella ricerca sull'evoluzione umana. Ne parlo in questo video: Lucy




Einstein e le api

 

Einstein e le api

Bisogna stare attenti a ciò che si legge in giro sul web o a ciò che si sente dire da persone che fanno affermazioni con troppa sicurezza. Può capitare, come in questo caso, di imbattersi in una falsa citazione, o una leggenda metropolitana. 

Molto saggio sarebbe fare ricerche e verificare le fonti. 



Le origini della vita

 

Abiogenesi 

La questione dell'abiogenesi, il fatto cioè che la vita si sia originata da elementi non viventi, mi ha sempre affascinato, però sono cresciuto in un ambiente familiare particolarmente bigotto, appartenente ad una comunità fanaticamente legata alla Bibbia e quindi assolutamente creazionista. 

Se solo avessi provato a mettere in dubbio certi "racconti fantasiosi" spacciati per storia realmente accaduta, sarei stato immediatamente radiato dalla comunità ed emarginato come un criminale. 
Per fortuna queste brutte esperienze fanno ormai parte del passato. 

Tralasciando ora le leggende religiose e tornando alla scienza, è plausibile che la vita sia derivata da elementi non biologici? 

Ho letto un articolo pubblicato su Science Advances, che spiega come tale processo sia tutt'altro che una pura teoria. 

Tutta la vita sulla Terra si basa sugli amminoacidi, spesso indicati come i "mattoni della vita". La presenza di amminoacidi anche sui meteoriti indica che probabilmente erano abbondanti sulla Terra quando iniziò la vita. Tuttavia, la scintilla originaria della vita richiedeva anche energia per assemblare questi elementi costitutivi, il che avrebbe richiesto un catalizzatore. 

Un gruppo di ricerca della Rutgers University ritiene che questo sia stato probabilmente un peptide contenente l'elemento nichel. L'hanno chiamato Nickelback. 

La struttura modello di Nickelback combina due ioni nichel con una catena di 13 aminoacidi. Le proprietà metalliche del nichel agiscono come un attrattore di elettroni e protoni da altri elementi. 

"Gli scienziati ritengono che tra 3,5 e 3,8 miliardi di anni fa ci sia stato un punto di svolta, qualcosa che ha dato il via al cambiamento dalla chimica prebiotica - le molecole prima della vita - ai sistemi viventi e biologici", ha affermato Vikas Nanda, ricercatore presso il Center for Advanced Biotechnology and Medicine (CABM) di Rutgers. “Riteniamo che il cambiamento sia stato innescato da alcune piccole proteine, ​​precursori che hanno svolto passaggi chiave in un'antica reazione metabolica. Pensiamo di aver trovato uno di questi 'peptidi pionieri'".


 Il disegno non è un dono per pochi eletti: è il modo giusto di vedere la realtà “Disegna un occhio.” Molte persone, davanti a questa richie...